''Non c'è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali''. Don Lorenzo Milani, Lettera ad una professoressa.
”Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. Don Lorenzo Milani, Lettera ad una professoressa.

Attività professionale

Dedico particolare attenzione alla consulenza, nella convinzione che una corretta assistenza stragiudiziale sia fondamentale per evitare inutili contenziosi, spesso defatiganti per il cliente e, in ogni caso, per non farsi trovare impreparati di fronte alle iniziative giudiziali della controparte.

Ho sempre esercitato la professione individualmente ma attualmente condivido lo Studio con Dottori Commercialisti, ciò che assicura al cliente la possibilità di rinvenire, all’interno di una stessa struttura, professionalità che sono divenute sempre più complementari.

Ho svolto attività di conciliatore per la Consob.

Sono iscritta all’elenco degli arbitri della Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Modena.

Ho partecipato a procedimenti arbitrali sia come Arbitro unico, sia come Presidente di Collegi arbitrali.

Svolgo attività di curatore fallimentare e di commissario giudiziale su nomina del Tribunale di Modena.

Insegnamento e professione

Parallelamente all’esercizio dell’attività professionale ho continuato ad approfondire lo studio del Diritto Civile collaborando, in qualità di cultore della materia, con le cattedre di diritto privato e di diritto civile della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, svolgendo attività di insegnamento, partecipando alle Commissioni di esame e di laurea e prestando assistenza ai laureandi.

A seguito del concorso ordinario per esami e titoli, indetto con D.M. 23.03.1990, ho conseguito l’abilitazione per l’insegnamento di discipline giuridiche ed economiche nelle scuole ed istituti statali di istruzione secondaria.

Nel 2005 ho conseguito il Dottorato di Ricerca in Diritto Privato presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Negli anni accademici 2005/2006 e 2006/2007, ho ricevuto incarichi di docenza nell’àmbito del Master universitario di primo livello “Contratto e Mercato”.

Nel 2007 ho pubblicato una monografia sul tema della cartolarizzazione dei crediti, oggetto della mia tesi di dottorato.

Ho partecipato, in qualità di relatore, in data 18 aprile 2008, al Seminario organizzato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia dal titolo “Crediti e vincoli di destinazione”.

Dal 2002 al 2013 ho svolto attività di tutorato e ho tenuto lezioni ed esercitazioni in materia di persone, famiglia e successioni quale professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Compensi professionali

All’atto del conferimento dell’incarico fornisco al cliente un preventivo con il quale determino il compenso in un minimo ed un massimo, essendo impossibile prevedere a priori lo svolgimento della lite, o la complessità dell’attività stragiudiziale; verranno inoltre determinate le modalità di pagamento, con previsione di acconti periodici.

Nel caso in cui il compenso liquidato dal giudice sia maggiore di quanto preventivato nel massimo viene previsto che il cliente sia tenuto a pagare tale maggiore compenso solo se sarà possibile ottenerne il pagamento dalla Controparte; in caso contrario il cliente sarà tenuto a saldare il dovuto secondo quanto preventivato: in tal modo per il cliente diviene certo il costo dell’attività difensiva.

Una consulenza seria richiede sempre un’attività di studio che va adeguatamente ricompensata.

  • E’ bene chiarire che l’attività professionale dell’avvocato deve essere ricompensata dal cliente che conferisce l’incarico, indipendentemente da una eventuale rivalsa, ossia dalla previsione contenuta in sentenza, in caso di vittoria della lite, che condanni la Controparte a pagare una somma a titolo di rimborso (che può essere parziale) delle spese legali sostenute dalla parte vittoriosa. Si parla di spese liquidate, che vengono cioè liquidate dal giudice sulla base di parametri stabiliti con decreto ministeriale. Si tenga presente che il giudice può anche decidere di compensare in tutto o in parte le spese (ciò significa che nessuna parte ha rivalsa nei confronti dell’altra per spese legali), decisione che la legge impone che sia motivata e che, normalmente, trova giustificazione in una soccombenza reciproca (vi sono cioè domande che non vengono accolte da una parte e dall’altra). Occorre allora tenere presente che ciò che stabilisce il giudice in sentenza a titolo di rivalsa non sempre corrisponde a quanto dovuto dal cliente al proprio difensore per l’attività difensiva in base a quanto pattuito.

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